L'orso e l'usignolo di Katherine Arden


Titolo: L'orso e l'usignolo 
Titolo originale: The Bear and the Nightingale
Autore: Katherine Arden
Traduzione: Maria Teresa De Feo
Data di pubblicazione: aprile 2019
Genere: Fantasy
Editore: Fanucci
Pagine: 287


TRAMA

In uno sperduto villaggio ai confini della tundra russa, l'inverno dura la maggior parte dell'anno e i cumuli di neve crescono più alti delle case. Ma a Vasilisa e ai suoi fratelli Kolja e Alësa tutto questo piace, perché adorano stare riuniti accanto al fuoco ascoltando le fiabe della balia Dunja. Vasja ama soprattutto la storia del re dell'inverno, il demone dagli occhi blu che tutti temono ma che a lei non fa alcuna paura. Vasilisa, infatti, non è una bambina come le altre, può "vedere" e comunicare con gli spiriti della casa e della natura. Il suo, però, è un dono pericoloso che si guarda bene dal rivelare, finché la sua matrigna e un prete da poco giunto nel villaggio, proibendo i culti tradizionali, compromettono gli equilibri dell'intera comunità: le colture non danno più frutti, il freddo si fa insopportabile, le persone vengono attaccate da strane creature e la vita di tutti è in pericolo. Vasilisa è l'unica che può salvare il villaggio dal Male, ma per farlo deve entrare nel mondo degli antichi racconti, inoltrarsi nel bosco e affrontare la più grande minaccia di sempre: l'Orso, lo spaventoso dio che si nutre della paura degli uomini. Nell'incantevole scenario della tundra russa, il primo capitolo di una nuova trilogia fantasy.


Amanti dei fantasy puri e suggestivi, a raccolta! Il primo capitolo di questa trilogia fantasy, portata in Italia da Fanucci, mi ha trascinato nella tundra russa, facendomi avvertire il gelo delle lunghe notti invernali nonostante i trentotto gradi di questa estate caldissima. 
Ecco a voi i tre motivi che fanno di questo fantasy medievale un vero e proprio gioiello. 



1. «Per tutta la vita mi è stato ordinato quando 'andare' e quando 'tornare'. Mi viene ordinato come devo vivere, e come devo morire. Devo essere la serva di un uomo e una giumenta per il suo piacere, oppure nascondermi dietro a delle mura e consegnare la mia carne a un dio freddo e silenzioso. Camminerei nelle fauci degli stessi inferi, se fosse la direzione che ho scelto di seguire. Preferirei morire domani nella foresta piuttosto che vivere per cento anni una vita che è stata scelta al posto mio.» 

La protagonista indiscussa del romanzo, Vasilisa, è tutte noi. È tutte quelle giovani donne che scelgono di non adeguarsi a ciò che la società in cui si vive pretende, preferendo attirare su di sé i pettegolezzi e le maldicenze altrui, pur di andare per la propria strada. E quando tutto questo viene trasferito in uno sperduto villaggio della tundra russa, dove gli inverni durano quasi tutto l'anno e il periodo storico è riconducibile al Medioevo, potete immaginarne le conseguenze. 

2. «Non ha paura, pensò Konstantin con austerità. Non ha paura di Dio, non ha paura di nulla. Lo vide nei suoi silenzi, nel suo sguardo fatato, nelle lunghe ore che trascorreva nella foresta. A ogni modo, nessuna pia fanciulla cristiana aveva quegli occhi, o camminava con tale grazie nell'oscurità.»

E cosa accade quando, nel suddetto villaggio della tundra russa, i cui abitanti credono nel folklore e nelle vecchie storie della loro antica tradizione culturale, subentra un prete, il cui compito è convertire i più al cristianesimo, inducendo il timore delle punizioni divine?
Padre Konstantin convince le persone a evitare i rituali a cui si sottoponevano di solito, con l'ammonizione che gli spiriti ai quali credevano sono in realtà demoni, non protettori del focolare, delle stalle e delle foreste. Ma proprio quando la gente smette di rimanere fedele a se stessa iniziano gli eventi terribili che metteranno in pericolo l'intero villaggio e la sopravvivenza dei suoi abitanti. Solo Vasilisa, che può vedere gli spiritelli e interagire con loro, viene a conoscenza di un terribile e antichissimo pericolo che sta per abbattersi su tutti loro. 

3. «Tu cavalcherai fino a dove la terra incontra il cielo. Nascerai tre volte: una volta dall'illusione, una dalla carne e un'altra dallo spirito. Coglierai bucaneve nel cuore dell'inverno, piangerai per un usignolo, e morirai per tua volontà.»

Poiché il villaggio non nutre più gli spiriti che si occupavano di tenere al sicuro le loro abitazioni, i loro raccolti e i loro animali, essi si stanno indebolendo, divenendo incapaci di svolgere il loro ruolo di protezione. E proprio di questa vulnerabilità sta approfittando un demone malvagio, definito l'orso, che era rimasto imprigionato per centinaia di anni.
Vasilisa sembra essere l'unica in grado di salvare tutti loro, ma per farlo dovrà scontrarsi con la matrigna Anna e il prete Konstantin, fermamente convinti a chiuderla in un convento per salvarne l'anima irretita dai demoni. 

In un fantasy che prende forma dalle leggende che appartengono al folklore russo, Katherine Arden riesce a racchiudere perfettamente l'atmosfera amena del luogo, il periodo storico medievale e una protagonista perfettamente caratterizzata. Non è un libro per molti, tuttavia: se siete in cerca di una scrittura leggera e di una storia simile a molte altre, questo non è il libro che fa per voi.
Il racconto procede per gradi e la storia in esso narrata è originale e insolita, e per questo leggerò sicuramente il seguito con molto piacere.
Lo consiglio a tutti coloro che credono che una storia d'amore non sia l'elemento indispensabile per un fantasy che coinvolga. 


A PROPOSITO DELL'AUTRICE:
Katherine Arden, classe 1987, è nata a Austin e attualmente risiede nel Vermont. Dopo il liceo ha trascorso un anno a Mosca, prima di frequentare il Middlebury College e laurearsi in russo e francese. Con il suo romanzo di esordio, L'orso e l'usignolo, primo capitolo della trilogia La notte dell'inverno, fa il suo esordio nel catalogo Fanucci. 


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