L'Imprevedibile Movimento dei Sogni di Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti


Titolo: L'Imprevedibile Movimento dei Sogni
Autore: Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti
Data di pubblicazione: 4 giugno 2019
Genere: Narrativa
Editore: DeA Planeta


TRAMA

Basta un attimo per cambiare tutto. Basta un attimo perché Isabella, diciassette anni, si schianti sulla terra rossa di un campo da tennis e si risvegli sotto le luci al neon del pronto soccorso. Non è la prima volta che sviene così, all'improvviso, e quindi non può essere dimessa. Per Isabella il ricovero nel reparto di pediatria è peggio di un incubo: gli esami continui, gli infermieri opprimenti e poi quella silenziosa compagna di stanza che passa il tempo a leggere libri. Eleonora è abituata ai ritmi dell'ospedale: è sempre stata malata, fin da quando ha la possibilità di ricordare. Conosce tutto e tutti lì dentro, conosce anche Daniela, una strana ragazza con un tatuaggio sul collo che se ne va in giro per il reparto canticchiando sempre la stessa canzone. Tra Isabella, Eleonora e Daniela nasce un'improbabile amicizia. Una simbiosi capace di valicare persino il confine tra la vita e la morte. Un'alleanza che le porterà a una scelta dura ed estrema e a scoprire la verità su loro stesse e sul proprio destino. Apprenderanno quanto crudele e meraviglioso sia crescere, in un viaggio visionario che in pochi, intensissimi giorni le renderà adulte. Tra fantastico e reale, epifanie e rivelazioni, atti temerari e addii, una corsa a perdifiato inaspettata, spaventosa e straordinaria. Come inaspettata, spaventosa e straordinaria può essere la vita stessa.


RECENSIONE

Vorrei divorare l’intero sistema solare. La verità che sto sperimentando è che non esiste nulla di stabile, nessun punto fermo, ogni punto è in movimento e anche noi lo siamo. L’armonia delle cose. Per questo dovremmo accordarci all’universo. Non siamo immutabili, invulnerabili, come credevo.

Isabella non ha neppure 18 anni, ma il suo futuro sembra già scritto: diventare una stella nel mondo del tennis. Nessuna gita, nessuno svago, nessuna amicizia che abbia avuto la possibilità di coltivare: le sue giornate sono scandite dallo studio e dagli allenamenti, e quando arriva la sera è troppo stanca per uscire. Suo padre, incapace di fronteggiare un dialogo intimo con la figlia adolescente, comunica con lei attraverso gli sguardi durante le partite: deluso se va male, con un barlume di orgoglio se va bene, subito però rimpiazzato dalla necessità di puntare al prossimo obiettivo.
Questa routine instancabile, che viene delineata nel corso del libro, subisce però una brusca interruzione: ed è proprio così che la storia narrata da Francesca Sangalli e Fabrizio Bozzetti ha inizio.

Uno svenimento, sulla terra rossa del campo da tennis: non è la prima volta che avviene e a questo punto è cruciale capirne il motivo. Isabella viene condotta in un ospedale annidato tra le montagne, fatiscente come la maggior parte delle strutture un tempo troppo grandi: iniziano gli esami di routine, gli accertamenti, il personale che le parla come fosse una bambina. Il reparto,infatti, è quello di pediatria, nonostante sia costretta a stare lì solo per i pochi mesi che le mancano ai 18 anni. 

In questa prima parte del libro, viene fuori una Isabella arrabbiata, che si rifiuta di riconoscere il suo malessere, e che è davvero convinta rimarrà in reparto per poche ore. 
Ma quelle ore diventano giorni, quei giorni una settimana: e gli esami si fanno sempre più approfonditi, di pari passo con la frustrazione della ragazza. 
Inoltre, è costretta a condividere la stanza con una ragazza spettrale: lunghi capelli scuri, magra all’inverosimile, col naso affondato perennemente in un libro. Si chiama Eleonora, e a Isabella ricorda un po’ la famosa sposa cadavere burtoniana. Per questo, decide di soprannominarla Schele, in accordo anche alle sue macabre abitudini, o forse solo riti apotropaici grazie ai quali scendere a patti con una morte che sembra inevitabile: Eleonora appende sopra il suo letto ritagli di giornale, versi di una poesia o di una canzone, o ancora etichette degli alimenti; e sotto di essi, di volta in volta, scrive i nomi dei bambini morti in reparto, quelli che una mattina ci sono e il giorno dopo ti ritrovi a osservare un letto vuoto e immacolato.


Ma un’altra ragazza si aggira per l’ospedale: è Daniela, coi suoi vestiti gotici e i suoi fermagli per capelli a forma di teschio. Appare a suo piacimento, ed è sempre accompagnata dal riff inquietante di Lullaby dei Cure.
E, senza un’apparente spiegazione, proprio in concomitanza agli incontri con Daniela iniziano per Isabella degli incubi, delle visioni, dei momenti in cui si estrania dalla realtà: si sente soffocare, vive sensazioni non sue, e ciò che percepisce la lascia spossata per ore.

Ben presto, Isabella e Eleonora scopriranno che solo loro sono in grado di vedere Daniela e parlarle: assodato che non possa trattarsi di un’allucinazione condivisa, decidono di fare fronte comune per svelare la verità dietro quello che appare come un sogno a occhi aperti.

L’imprevedibile movimento dei sogni è una storia di crescita e amicizia, che attraverso espedienti insoliti affronta tematiche come la vita, la morte, la malattia, l’accettazione, l’egoismo, l’amore.
Sempre in bilico tra realtà e immaginazione, tra sogno e incubo, assistiamo al cambiamento di Isabella, che da schiva e arrogante si trasforma in una ragazza in grado di aprire il suo cuore e far uscire le proprie debolezze – e proprio grazie a esse trarrà la forza per accettare la sua malattia e cambiare il suo progetto di vita; siamo spettatori della bellissima mente di Eleonora, che non ha conosciuto altro che ospedali e terapie nella sua giovane vita, ma ha coltivato un intero giardino di interessi e conoscenze grazie agli innumerevoli mondi offerti dalla lettura: sarà solo il confronto e il legame con Isabella a farle però prendere posizione riguardo alla sua vita e a un trapianto inevitabile; e infine scopriamo la triste storia di Daniela e il suo desiderio di volare via, ostacolato dall’amore troppo grande della madre, che non riesce a rinunciare a lei.

Nulla di ciò che ero una settimana fa è rimasto. Nessun sogno, nessun progetto. Niente.
I sogni vanno e tu rimani lì.
Qui.
Adesso ci sono solo io.


Lo stile degli autori è fresco e la storia scorre via in poche ore, ma vi assicuro che la scia che si lascia dietro non vi abbandonerà in un battito di ciglia.

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